sabato 22 ottobre 2011

Prima Inquadratura

-Come va?- Camminavano nel parco.
Il senso della domanda era chiaro per entrambi. Lui storse la bocca a luna calante, come di consueto:
-Insomma...non vedo grandi cambiamenti. Tu?
-Non so dirti... Panchina o prato?.
-Prato. Anche se il rischio è maggior...
-Rischio?
-Già. Vedo troppi cani in giro. Ma non importa, voglio stare per un po' sulla nuda terra...
Si sedettero sul prato in riva al vialetto.
-A volte ho l'impressione che lui non colga l'ironia. Stamattina, baciandolo, gli ho chiesto chi gli avesse tagliato la barba così male. M'ha guardato storto e ha voltato le spalle. Forse sono io ad essere troppo esigente con gli altri, e forse anche con me stessa...
-Sarcasmo?
-Cosa?
-Dico, magari l'ha presa con sarcasmo. Dipende tutto dal tono...
-No, non credo fosse sarcasmo... Come procede il tuo studio?
-"Studio" è una parola grossa...chiamiamola piuttosto "analisi", va'. Come s...
-Che poi, se non sbaglio, fino a qualche tempo fa tu eri completamente refrattario a questo genere di cose...
In effetti era vero. Molto probabilmente il sé stesso di pochi mesi prima sarebbe rimasto scandalizzato dalla sua scelta. Chissà cosa l'aveva spinto a collegarsi per la prima volta a COBOFAKE.
-Chissà cosa spinge le persone a collegarsi per la prima volta a COBOFAKE. Prima il piccione viaggiatore, poi il telegrafo, quindi il telefono, il telefonino e infine questo. Informazioni. Valanghe di informazioni. L'uomo è zoòn politikòn, un animale che si fa i fatti degli altri. Forse è per questo che alla fine ci sono cascato dentro anch'io...
-Per farti i fatti degli altri?
-Quello mai! Anche se ormai gli aggiornamenti del sito quasi ti costringono a farlo. Io resisto, ma non so fino a che punto...non so nemmeno se in fin dei conti ne valga la pena. Dico, condurre questa sorta di "indagine" a scapito di me stesso. Perché ti corrompe, capisci? In qualche modo vizia gli ingranaggi, che subdolo...
Di tanto in tanto sul vialetto si affaccendava qualche corridore della domenica lobotomizzato dalla musica in cuffia, più in là bambini e un parco giochi, le mamme coi guinzagli riposti nelle borsette, a bamboleggiare tra loro del più e del meno sulle panchine. Niente nuda terra, no, meglio lasciarla ai bambini. Che poi tocca lavarli a casa, Dio che...
Raramente aveva visto l'aria così grigia e statica. Quella macchia lattiginosa là in alto sarebbe dovuto essere un sole primaverile. Bah. Il tempo per lui aveva smesso di scorrere. Ma da quanto? 
Eva era sdraiata lì accanto, ad uno o due parsec di distanza: 
-Alla fine non mi hai più risposto...
-Scusa?
-Come va?
Ci mise un po' per rispondere, mentre torturava un filo d'erba tra le dita.
-Sempre peggio.

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